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Long March 12B: la Cina lancia il suo rivale del Falcon 9 (senza avvisare nessuno)

INHUSE 10/06/2026
Il 1° giugno 2026, dal deserto del Gobi, la Cina ha fatto decollare un razzo nuovo senza dirlo quasi a nessuno. Niente conto alla rovescia pubblico, niente diretta annunciata in anticipo. Il Long March 12B è partito dal centro di lancio di Jiuquan, ha raggiunto l’orbita al primo tentativo e ha avvicinato Pechino a una capacità finora quasi esclusiva di SpaceX. Il confronto è diretto. Questo vettore nasce per giocare nello stesso campionato del Falcon 9, il razzo che ha ridisegnato l’economia dello spazio nell’ultimo decennio. E lo fa con un obiettivo preciso: costruire in fretta una mega-costellazione internet che sfida Starlink.

Cos’è il Long March 12B e perché lo paragonano al Falcon 9

Il Long March 12B è un razzo a due stadi alto 72 metri, alimentato a cherosene e ossigeno liquido, la stessa miscela del Falcon 9. Il primo stadio monta nove motori YF-102R, il secondo una versione ottimizzata per il vuoto. La capacità dichiarata è di circa 20.000 kg in orbita bassa, un valore che lo colloca nella stessa fascia del vettore di SpaceX e ne fa il razzo cinese a singolo corpo più potente mai costruito. La somiglianza non si ferma ai numeri. Come il Falcon 9, il Long March 12B è progettato per essere riutilizzabile: ha griglie aerodinamiche e gambe di atterraggio pensate per recuperare il primo stadio e rilanciarlo. È la leva con cui SpaceX ha abbattuto i costi di accesso allo spazio, e la Cina punta a replicarla.

Il vero obiettivo: una risposta a Starlink chiamata Qianfan

Il carico del volo inaugurale racconta la strategia. A bordo c’erano satelliti della costellazione Qianfan (“Mille vele”, nota anche come SpaceSail), gestita da una società di Shanghai e pensata per portare internet dallo spazio in Cina e all’estero, dal Brasile alla Turchia. È la risposta diretta a Starlink di SpaceX. I piani sono enormi: il progetto ha l’autorizzazione per arrivare a 15.000 satelliti in orbita. Per riempire il cielo a quella velocità serve lanciare spesso e a basso costo, ed è esattamente il ruolo che dovrà coprire il Long March 12B. Sul volo di debutto, però, il carico è stato volutamente leggero, appena due satelliti Qianfan, come è prassi per una missione inaugurale in cui prima di tutto si verifica che il razzo funzioni.

Il lancio “silenzioso” e il booster che non è atterrato

Due dettagli rendono questo debutto particolare. Il primo è il silenzio. Il lancio è avvenuto senza i consueti avvisi internazionali per il traffico aereo e marittimo (i NOTAM), che di norma segnalano in anticipo le zone a rischio caduta detriti. Gli osservatori esterni hanno dedotto la finestra di lancio solo da alcune restrizioni parziali dello spazio aereo. Una prassi insolita, già vista in Cina con un altro lancio a fine 2025. Il secondo è il finale. Pur avendo griglie e gambe di atterraggio bene in vista, il primo stadio non ha tentato il recupero: nessun rientro controllato, nessun atterraggio. Il volo serviva a validare il razzo, e il test di atterraggio è rimandato a missioni successive, quando sarà pronto un sito di recupero a valle della traiettoria. Tradotto: il Long March 12B sa, in teoria, fare quello che fa il Falcon 9, ma deve ancora dimostrarlo nella pratica.

Conclusione: la corsa allo spazio commerciale accelera

Un razzo riutilizzabile di classe Falcon 9, una costellazione internet da migliaia di satelliti, una cadenza di lancio in crescita. La Cina sta costruendo in pochi anni un’infrastruttura spaziale commerciale che fino a poco tempo fa sembrava appannaggio di un solo Paese. Il primo stadio non è ancora tornato a terra, ma la direzione è leggibile. È la stessa dinamica che vale anche lontano dallo spazio. Le tecnologie abilitanti, dai materiali al software, nascono dove esiste un ecosistema capace di trasformare la ricerca in prodotto. INHUSE lavora su questo fronte, accompagnando le startup deep-tech nel percorso di crescita e sostenendo le attività di ricerca e trasferimento tecnologico. Le mosse di oggi nello spazio commerciale dicono una cosa sola a chi innova: la velocità di esecuzione è diventata il vero vantaggio competitivo.