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Codice MASS: l’IMO approva le prime regole globali per le navi autonome

INHUSE 30/06/2026
Per la prima volta esistono regole internazionali pensate per navi che possono operare senza un equipaggio a bordo. A maggio 2026, durante la 111ª sessione del Marine Safety Committee (MSC 111) a Londra, l’Organizzazione Marittima Internazionale ha adottato il Codice MASS, il primo quadro normativo globale per le navi autonome e a controllo remoto. Non è un dettaglio per addetti ai lavori. È il segnale che la nave senza marinai sul ponte smette di essere un esperimento e comincia ad avere un posto nel diritto internazionale del mare.

Cos’è il Codice MASS e cosa stabilisce

MASS sta per Maritime Autonomous Surface Ships, navi di superficie autonome. Il termine copre un ventaglio di livelli: dalle navi con processi automatizzati e sistemi di supporto alle decisioni, fino ai vettori completamente autonomi, passando per quelli guidati a distanza da un centro di controllo a terra. Il Codice è “goal-based”, cioè basato sugli obiettivi: invece di imporre soluzioni tecniche rigide, fissa i risultati di sicurezza da raggiungere e lascia all’operatore il modo di arrivarci. Il principio cardine è l’equivalenza. Una nave autonoma deve garantire standard di sicurezza, security e tutela ambientale equivalenti a quelli di una nave con equipaggio. Questo comprende il dovere di navigare in sicurezza e di evitare le collisioni secondo le regole esistenti per prevenire gli abbordi in mare, che restano il riferimento anche quando in plancia non c’è nessuno. Per ora il Codice si applica alle grandi navi cargo impegnate nel traffico internazionale. Niente passeggeri, almeno in questa fase.

Volontario adesso, obbligatorio (previsto) dal 2032

Il Codice entra in vigore il 1° luglio 2026, ma su base volontaria, per almeno due anni. L’IMO la definisce una fase di costruzione dell’esperienza: Stati membri e industria possono testare e valutare il quadro normativo prima di trasformarlo in obbligo. La tabella di marcia è già fissata. Dal 2028 inizierà lo sviluppo di un Codice MASS obbligatorio, con le modifiche necessarie alla convenzione SOLAS, la principale convenzione sulla sicurezza della vita in mare. L’adozione è attesa entro il 1° luglio 2030, con entrata in vigore il 1° gennaio 2032. Tradotto: circa una decina d’anni dall’idea alla regola vincolante, che nei tempi della regolamentazione marittima è un ritmo rapido.

La domanda irrisolta: chi comanda, il capitano o l’operatore remoto?

Il nodo più delicato non è tecnologico, è giuridico. Se una nave è guidata da un operatore a terra, chi è il “comandante” ai fini della legge? E chi risponde in caso di incidente? L’IMO ci è arrivata attraverso un lungo lavoro di revisione che ha coinvolto, oltre al comitato sulla sicurezza, anche il Comitato legale e quello per la facilitazione del traffico marittimo, proprio per definire ruoli e responsabilità del comandante e dell’operatore remoto. È la stessa domanda che attraversa ogni sistema autonomo, dalla guida assistita in automobile agli agenti software: la tecnologia corre più veloce dell’attribuzione di responsabilità. Il Codice MASS prova a ridurre questo divario prima che le navi senza equipaggio diventino un fatto quotidiano.

Cosa cambia per lo shipping (e perché riguarda anche l’Italia)

Un quadro globale, anche se volontario, offre alle aziende qualcosa che finora mancava: un terreno comune su cui progettare, certificare e assicurare navi autonome. Senza regole condivise, ogni Stato di bandiera avrebbe fatto per conto suo, frammentando il mercato. Con il Codice MASS, chi sviluppa tecnologia per la navigazione autonoma sa verso quali standard puntare. Per un Paese con la tradizione marittima e cantieristica dell’Italia, e con un Mediterraneo che resta una delle rotte commerciali più trafficate al mondo, non è una notizia lontana. Sistemi di bordo, sensoristica, software di navigazione, cybersecurity navale: sono tutti ambiti in cui una regolamentazione chiara apre spazio a nuove imprese e fornitori.

Conclusione: la regola arriva prima della flotta

Il Codice MASS non riempirà i mari di navi fantasma dall’oggi al domani. Le navi pienamente autonome in servizio commerciale sono ancora poche, e la fase volontaria serve proprio a imparare facendo. Ma è raro che una regola internazionale arrivi prima della tecnologia che deve governare. Qui è successo, ed è un buon segnale: significa provare a guidare la transizione invece di rincorrerla. È lo stesso approccio che premia chi innova in settori regolati e ad alta complessità. INHUSE accompagna le startup deep-tech su questo terreno, con i percorsi di pre-incubazione e incubazione del Laboratorio Startup e le attività di ricerca e trasferimento tecnologico, dove capire la direzione delle norme è parte del vantaggio competitivo. Le regole di oggi disegnano i mercati di domani, e il mare, da qui al 2032, sarà uno di quelli da tenere d’occhio.