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Un robot umanoide ha corso i 100 metri in 8,64 secondi

INHUSE 10/09/2026
Il tempo arriva dai World Humanoid Robot Games di Pechino e batte di quasi un secondo il primato di Usain Bolt. Prima di parlare di sorpasso delle macchine, conviene guardare come i robot ottengono questi numeri. Tiangong Ultra ha vinto la finale dei 100 metri in 8,64 secondi il 26 agosto, ultimo giorno dei giochi. Lo costruisce X-Humanoid, il centro di innovazione sulla robotica umanoide di Pechino. Bolt corse in 9,58 secondi nel 2009 e quel primato resta indietro di quasi un secondo pieno. Chi ha letto la notizia la settimana scorsa ha visto un altro numero: 9,39 secondi. Era il tempo della prima batteria, il 22 agosto. In semifinale lo stesso robot ha toccato 8,86, poi ha limato altri due decimi in finale. Anche Lightning, l'umanoide di Honor, ha fatto meglio di Bolt con 9,32 nelle prove.

Cinque giorni, 2.056 robot

I giochi si sono svolti dal 22 al 26 agosto al National Speed Skating Oval, l'anello olimpico di pattinaggio di velocità. Le cifre ufficiali parlano di 2.056 robot e 666 squadre da 16 paesi, impegnate in 51 discipline e 1.301 gare. La prima edizione, un anno prima, ne aveva radunati un quarto. Lo sprint non resta un caso isolato. Sui 400 metri un umanoide ha girato in 38,15 secondi, dove Wayde van Niekerk si ferma a 43,03. Sui 1.500 ha chiuso in 2'21", contro il 3'26" di Hicham El Guerrouj. Nel salto in alto da fermo una macchina ha superato i 2,88 metri, contro i 95 centimetri dell'anno prima.

Il confronto con Bolt regge poco

Qui arriva la parte che i titoli saltano. I robot corrono su un tracciato costruito per loro, con regole dei Games e una partenza diversa da quella dell'atletica. World Athletics non omologherà mai questi tempi. Il salto in alto racconta la stessa storia. Il primato di Javier Sotomayor, 2,45 metri, nasce da una rincorsa e da un valicamento dorsale. Il robot salta da fermo, un gesto tecnico che non ha niente in comune. Poi ci sono i problemi che in pista si notano a occhio nudo. Gli umanoidi accelerano in linea retta, non affrontano la curva e non sanno frenare. A fine gara finiscono contro i materassi, e qualcuno esce dal campo in barella. Nella staffetta non gareggiano affatto, perché senza mani non riescono a passarsi il testimone. Honor, per guadagnare centesimi, ha allungato di dieci centimetri le gambe del suo robot prima dei giochi.

Cosa dicono i robotici

Rodney Brooks, professore emerito del MIT e fondatore di iRobot, ha liquidato lo spettacolo come una trovata pubblicitaria senza ricadute pratiche. Yanran Ding, dell'Università del Michigan, indica il bias di fondo: pensiamo che correre veloce sia più difficile che piegare il bucato, e non è così. Alan Fern, della Oregon State University, legge i progressi come frutto di investimenti ingegneristici, non di una svolta scientifica. Il punto tecnico sta tutto lì. Un attuatore potente muove una gamba in linea retta, e la ricerca sugli attuatori corre davvero: dai muscoli artificiali silenziosi alle nuove architetture di trasmissione. Gestire l'imprevisto è un altro mestiere, ed è quello che serve in una fabbrica o in una casa.

Le gare che contano di più

Le prove interessanti stanno lontano dalla pista. Ventuno discipline su 51 simulavano scenari reali: servizio in albergo, gestione di una biblioteca, emergenze, magazzino. Oltre il 40% delle gare imponeva l'autonomia completa, senza pilota umano dietro un radiocomando. È lo stesso passaggio che altrove obbliga i regolatori a scrivere norme nuove. Un esempio è il codice per le navi autonome adottato a maggio dall'IMO. Il medagliere lo dice meglio dei record: ha vinto AGIBOT con 46 medaglie, senza correre lo sprint, grazie a manipolazione fine e compiti di scenario. In sala operatoria un robot ha già gestito da solo un intervento di cataratta, un compito lento e ripetibile. È il tipo di lavoro che paga, e per arrivarci servono laboratori e prototipazione, il perimetro di acceleratori come DeepTech Forge. Gli organizzatori hanno pubblicato 2.500 ore di dati raccolti in gara, aperti agli istituti di ricerca. La terza edizione si terrà ad agosto 2027. Il numero da guardare, quella volta, non sarà il tempo sui 100 metri.